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Classificazione trofica delle grotte        

 

 

Grotte oligotrofiche      

Sono quelle caratterizzate da scarsa disponibilità   di risorse trofiche.       La sostanza organica è  estremamente  ridotta  sia  nel suolo che nelle raccolte o corsi di acqua. La fauna   è molto rarefatta; la temperatura è generalmente bassa.       Questa categoria di grotte  è  largamente  diffusa  nelle zone temperate dove rappresenta il tipo  più  frequente.        

 

Grotte eutrofiche      

Sono caratterizzate dalla presenza di cospicui  depositi di sostanza organica di origine animale, in  special modo di guano, che ricopre significative  porzioni  della cavità.       Le grotte eutrofiche sono popolate  durante  tutto  l'anno da grandi colonie di  chirotteri,  ma  rientrano  nella categoria anche grotte piccole interessate  dalle  deiezioni di pochi chirotteri.       Il numero delle  specie  presenti  è  generalmente  elevato; la temperatura è elevata.       Questo tipo di grotta  è  particolarmente  diffusa  nelle regioni tropicali, e la loro  temperatura  supera  di qualche grado quella media annua esterna.        

 

Grotte distrofiche      

Si possono includere in questa categoria le grotte   ricche di accumuli di detrito vegetale e povere  invece  di guano o di altre risorse di origine animale.        

 

Grotte mesotrofiche      

Rappresentano una via di mezzo tra le  tre  categorie precedenti. Sono caratterizzate da  un  modesto  apporto di sostanza organica di origine animale,  o  vegetale, o di entrambi; sono più frequenti  nelle  regioni  tropicali.        

 

Grotte pecilotrofiche      

Sono quelle grotte che presentano un  settore  nettamente eutrofico e un ramo, topograficamente separato,   spiccatamente oligotrofico; anche questo tipo di grotta   è particolarmente diffuso nelle regioni  tropicali;  il  numero delle specie è generalmente  molto  alto,  ed  è  proprio in questo tipo di grotte che ci si può  aspettare di rinvenire specie troglobie.        

 

Risultano chiari alcuni limiti di questa  classificazione, in primo luogo la vastità della casistica  esistente in natura, con  numerose  situazioni  intermedie  che è difficile ordinare.       In secondo luogo ha un valore relativo in  quanto,  almeno per il momento poggia su metodi di misura  imprecisi, soprattutto per la difficoltà  di  campionamento,  data la distribuzione irregolare di  sostanza  organica  in grotta.       La classificazione è affidata  all'esperienza  del  biospeleologo che conosce gli estremi della scala.       Tuttavia, nonostante le limitazioni,  la  classificazione trofica delle grotte risulta  utile  quando  si  desidera studiare gli effetti selettivi che il grado di   trofismo svolge sulle  popolazioni  cavernicole;  ed  è  proprio questo tipo di approccio  che  ha  permesso  di  prospettare nuove soluzioni al  problema  della  "evoluzione regressiva" degli animali cavernicoli.