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Relitti e fossili
viventi
La qualifica di
fossile vivente (o relitto
filogenetico) viene attribuita a una specie rimasta
l'unica rappresentante di un gruppo animale, ampiamente
diffusa nel passato, con distribuzione geografica attuale assai
limitata; per relitti (relitti biogeografici) intendiamo invece animali appartenenti a
specie ancora rinvenibili in
superficie, ma in zone geograficamente molto distanti; ciò è dovuto a migrazioni
svoltesi in tempi remoti a causa di variazioni climatiche e
ambientali. Le grotte,
per il loro isolamento e peculiarità, sono dei veri
serbatoi di relitti e fossili
viventi; naturalmente, entrambe le categorie
si riscontrano unicamente nei troglobi
più specializzati. La
presenza di queste categorie pone
il
problema dell'origine delle specie cavernicole. Le osservazioni su cui si basano le
teorie di speciazione dei
troglobi sono fondamentalmente tre: - Un gran numero di specie troglobie
sono da considerarsi relitti; - I troglobi sono molto più
abbondanti nelle zone
temperate che ai tropici; - Specie troglobie affini sono rintracciabili in sistemi di grotte diversi nella stessa zona
geografica. E'
generalmente accettato che le grotte delle zone temperate servirono
da rifugio agli antenati dei
troglobi in seguito alle
vicissitudini climatiche del Pleistocene. Queste specie, al ritirarsi dei
ghiacci, si rifugiarono nelle caverne per sfuggire al clima divenuto più caldo e
secco. Per altre specie
si è verificato un processo analogo, ma a causa di condizioni climatiche
opposte e generalmente più antiche e
cioè, in concomitanza con l'avanzata
dei ghiacci, alcuni organismi termofili hanno trovato rifugio nelle
grotte, dove il clima risultava più mite dell'esterno.